Gli ordini dell’amore nelle costellazioni familiari

    1. Cosa sono gli ordini dell’amore
    2. Primo ordine: appartenenza
    3. Secondo ordine: gerarchia
    4. Terzo ordine: l’equilibrio fra il dare e il prendere

    5. Conclusioni sugli ordini dell’amore

Cosa sono gli “ordini dell’amore”

Gli ordini dell’amore sono tre principi o regole fondamentali, identificati da Bert Hellinger, che agiscono nei sistemi familiari. Gli ordini sono:

    • l’appartenenza
    • la gerarchia
    • l’equilibrio fra il dare e il ricevere

Potremmo definire gli ordini dell’amore come le tre leggi fondamentali, i tre “comandamenti” delle famiglie osservati nelle costellazioni familiari.

Hellinger riuscì a codificare queste tre leggi osservando per anni le dinamiche principali all’interno delle famiglie delle persone che si rivolgevano a lui. Egli attuò un approccio “fenomenologico”, cioè si mise a osservare e analizzare ciò che si mostra nelle rappresentazioni delle costellazioni sistemiche.

Egli partì da questo tipo di “osservazione pura” cioè priva di preconcetti, giudizi o moralismi. Si rese conto, quindi,  che nelle famiglie, ogni volta che si trasgredisce uno di questi ordini, le conseguenze sono spesso molto negative per qualche discendente.

Gli ordini sono come regole di un contratto firmato alla nascita e che ci viene richiesto di rispettare.

Ma vediamo in dettaglio questi tre ordini dell’amore e soprattutto quali conseguenze possono verificarsi qualora non vengono rispettati.

Una persona firma un contratto: gli ordini dell'amore sono come leggi di un contratto da noi firmato alla nascita
Photo by Scott Graham on unsplash

Primo ordine: appartenenza

Per comprendere il primo ordine dell’amore puoi fare un semplice esercizio di memoria. Prova ad andare indietro nel tempo alla tua infanzia.

Ora cerca di ricordare quale fosse la tua più grande paura o ciò che più di qualsiasi cosa ti faceva arrabbiare.

Non era per caso la sensazione di potere essere abbandonato da tua madre e dalla tua famiglia? 

E di seguito non ricevere attenzioni, non essere preso in considerazione, essere escluso o dimenticato dalle persone a cui tieni di più? 

E ancora non essere accettato, essere respinto, ignorato o addirittura essere oggetto di bullismo in una compagnia o un gruppo di amici.

Questo è l’ordine di “appartenenza”:

“ogni membro di un sistema familiare ha diritto di farne parte e nessuno, per nessun motivo, può esserne escluso”

La prima legge dell’amore, quindi, il diritto di appartenenza, sancisce che chi è appartenuto ad un sistema familiare anche per un brevissimo tempo apparterrà per sempre. Nessuno ha il diritto di escludere qualcun altro per nessuna ragione.

Chi appartiene a un sistema familiare?

Questa domanda che potrebbe sembrare banale in realtà è il fulcro del primo ordine dell’amore. 

Infatti a una famiglia non appartengono solo i membri dell’albero genealogico a cui siamo abituati a pensare ma molte più persone fra cui:

    • Bambini non nati
    • ex partner degli antenati
    • persone che hanno ricevuto un grande vantaggio o fatto un grande torto a un antenato o alla famiglia intera
    • vittime e carnefici di gravi crimini in relazione a un antenato

Leggendo questo elenco diventa semplice capire come possa essere piuttosto comune dimenticare, non includere o allontanare dal sistema familiare persone comprese in queste categorie.

Quali sono le conseguenze se il primo ordine dell’amore viene trasgredito?

Il primo ordine dell’amore viene violato quando a un componente del sistema familiare arriva l’informazione: 

“Tu non appartieni alla famiglia”

oppure

“Tu sei stato dimenticato”

Se l’esclusione avviene la coscienza familiare, con l’obiettivo di mantenere l’integrità del sistema, affida a un discendente l’incarico di vivere il destino dell’antenato escluso. Si ha così il fenomeno detto irretimento già descritto in una precedente impronta. Questa è la ragione dei tanti nostri “sintomi“ spesso inspiegabili.

In estrema sintesi l’irretimento porta a un discendente a vivere aspetti della propria vita non suoi. Questi aspetti si concretizzano spesso in difficoltà, blocchi, problemi inspiegabili in diversi ambiti della vita. Nei casi più estremi l’irretimento può portare a malattie, incidenti e suicidio. 

Grazie alle Costellazioni Familiari è possibile portare alla luce il retroscena del sintomo. L’irretimento ha così l’effetto di ricondurci dall’escluso e reincluderlo. In questo modo il sistema riacquista la propria completezza, ognuno torna al proprio posto e i discendenti possono finalmente vivere la propria vita.

un pedone nero viene allontanato da pedoni rossi: il primo ordine dell'amore è quello di appartenenza
Photo by Markus Spike on unsplash

Secondo ordine: la gerarchia

Il secondo ordine dell’amore è quello che riguarda la gerarchia all’interno di un sistema familiare
La gerarchia è l’ordine che assegna a ognuno di noi il suo posto ben preciso all’interno della famiglia, sia quella d’origine che quella nuova eventualmente creata con un partner. 

Il posto gerarchico è assegnato in base all’ordine temporale con cui si è entrati a far parte nella propria famiglia. Chi è entrato a farne parte prima, quindi, ha la precedenza ed è più grande rispetto a chi è entrato dopo ed è più piccolo.

Per fare un esempio, in un nucleo familiare composto da madre padre e figli, questi sono gli ultimi in gerarchia. Ciò significa che i figli devono rimanere al loro posto rispettando chi viene prima. Anche fra i figli esiste un ordine, chi è nato prima è più grande rispetto a chi è nato dopo. Rispettare chi è più grande vuol dire farlo non solo in termini di comportamento e di umiltà, ma anche seguendo alcune regole: 

    • Chi è piccolo prende e chi è grande dà
    • Chi è piccolo non si deve fare carico di ciò che è dei grandi: destini, malattie, problemi, ecc.
    • Chi è piccolo non giudica il destino di chi l’ha preceduto né le relazioni che non lo riguardano
    • Chi è più piccolo ha meno responsabilità 

Cosa succede se il secondo degli ordini dell’amore viene trasgredito?

“Io per te”

Questa è la frase interiore con la quale chi viene dopo vuole prendere il posto di chi viene prima, spesso un genitore.

I motivi per cui inconsciamente o consapevolmente un discendente trasgredisce l’ordine gerarchico sono quasi sempre basati sull’amore “cieco”. Questo significa che chi viene dopo vorrebbe sacrificarsi e portarsi il peso di chi è più grande. Anche in questo caso si parla di “irretimento”.

Ecco alcuni esempi di violazione del secondo ordine dell’amore:

    • Un figlio che volendo far guarire un genitore si ammala della stessa malattia col pensiero magico di poterla togliere al genitore
    • Un discendente che rivive, mosso dalla coscienza sistemica, il destino drammatico di un avo
    • Un figlio che funge da genitore ai propri fratelli o addirittura a uno dei suoi genitori
    • Un lavoratore che entra in un’azienda e non rispetta i suoi superiori e chi ha più anzianità

Gli esempi possono essere infiniti. Il comune denominatore nella violazione della gerarchia è quello di volere alleggerire, aiutare, prendere il posto, togliere qualcosa a qualcuno che è venuto prima, per cui più grande.

Negli ordini dell’amore togliere è arroganza

Questo volere togliere qualcosa, anche se si tratta di un dolore, una malattia, un destino drammatico, corrisponde a un atto di arroganza. Volendo togliere un peso a qualcuno gli si toglie anche la dignità di portare ciò che il destino gli ha assegnato.

Come ho già scritto si tratta di un amore cieco, di un sacrificio che non è di alcun aiuto né per la persona verso cui è rivolto, né per sé stessi.

Anche in questo caso con le costellazioni familiari è possibile mettere in luce eventuali sovvertimenti di gerarchia e porvi rimedio nel momento in cui ci sia volontà di farlo.

La frase risolutiva in questo caso è:

Rimango al mio posto e dal mio posto ti onoro. Lascio a te ciò che è tuo. 

È soltanto nel profondo riconoscimento e rispetto della gerarchia che le relazioni nell’ambito della famiglia e di tutti i sistemi possono essere sane e armoniose. 

un padre e una madre col figlio piccolo
Photo by Alina matveycheva on pexels

Terzo ordine dell’amore: l’equilibrio fra il dare e il prendere

La terza legge dell’amore riguarda una regola che sembra quasi scontata e provenire dal buon senso, ma in realtà è molto difficile rispettarla nelle relazioni.

Per comprendere questo ordine prova a immedesimarti in una situazione in cui c’è uno scambio, come succede in quasi tutte le relazioni. Lo scambio può essere “positivo” fatto di attenzioni, favori, tempo, denaro, affetto, ecc. Però potrebbero esserci anche scambi “negativi” come dispetti, mancanza di rispetto, tradimenti, scorrettezze e via dicendo.

Ora immagina di essere in questa relazione di scambio e, a un certo punto, tu dai più di quanto ricevi sentendoti costantemente in credito. Oppure prova a immaginare il contrario: di sentirti costantemente in debito con qualcuno.

E’ naturale comprendere come un tale squilibrio generi problemi di relazione e se non si raggiunge un equilibrio seppur dinamico, la relazione sarà in pericolo.

Ma proviamo ad analizzare alcuni aspetti meno evidenti di questa legge per comprenderne l’importanza e la complessità.

Il senso di colpa è la bussola del terzo ordine dell’amore

La leva interiore su cui si basa la terza legge dell’amore è il senso di colpa determinato dalla coscienza delle persone coinvolte. 

Quando ricevo, infatti, mi sento istintivamente in colpa e sento la necessità di compensare quanto ricevuto. La stessa cosa vale quando faccio un torto mi sento in colpa e ho un bisogno inconscio di ricevere un torto perché si ritorni a un equilibrio.

Questo fatto determina alcune situazioni paradossali. Una di queste è che se ricevo molto da una persona senza poter compensare, alla fine farò terminare la relazione perché per me insostenibile. Per questo chi vuole dare molto senza accettare di ricevere è destinato a fallire nelle relazioni.

“L’amore inizia col prendere”

Bert Hellinger

Bert Hellinger ci ricorda che per prendere è necessario essere umili, farsi piccoli come un bambino che prende dal genitore. Per questo chi vuole dare senza prendere in realtà dimostra arroganza e senso di superiorità. Questi non vuole mai sentirsi in “colpa” o in debito e si pone come un genitore che da e basta, su un livello superiore.

Il terzo ordine dell’amore non vale nel rapporto genitori figli. In questo caso il genitore dà e il figlio prende.

Il figlio non riuscirà mai a compensare quanto ricevuto dei genitori, ma potrà farlo dando a sua volta ai suoi figli o ad altri quanto ricevuto.

Quando due persone si mettono in relazione, quindi, nel momento in cui uno dà, l’altro ricambia e si raggiunge un nuovo equilibrio per cui i due tornano a essere liberi. Se così non fosse rimarrebbe un debito e un credito e con questo un legame irrisolto fra i due. 

La relazione tra innamorati: un equilibrio dinamico

Nelle relazioni fra innamorati, invece, i due normalmente non desiderano ricambiare alla pari. In questo caso l’innamoramento porta a volere ricambiare non una quantità pari al ricevuto, ma un po’ di più. In questo modo non si raggiunge mai un equilibrio, rimane sempre un bisogno di compensare di più e l’amore cresce.

Questo accade anche in senso negativo nelle relazioni. Se uno dei due subisce un torto l’altro sentirà il bisogno di ricambiare. Se il torto di ritorno è di uguale misura a quello subìto si avrà una nuova neutralità. Ma se la rabbia per l’offesa ricevuta è grande può innestarsi il meccanismo di vendetta. In questo caso si compensa con un torto più grande e il rischio è quello di entrare in una spirale di vendetta reciproca.

La vendetta con amore

In questo caso Hellinger indica una possibile via d’uscita per le coppie, la “vendetta con amore”. Il bisogno di compensare anche nel caso di un torto è inevitabile. Questo da parte sia di chi ha subito il torto perché si sentirà in credito, ma soprattutto da parte di chi il torto l’ha fatto. Questo perché chi ha recato un’offesa, per potere tornare in relazione con l’altro, ha necessità di compensare il suo senso di colpa. Nel momento in cui la vittima si vendicherà, il “carnefice” si sentirà sollevato e di nuovo allo stesso livello della vittima.

Nel caso della vendetta con amore, la vittima mette in atto sì una vendetta, ma un po’ meno intensa rispetto al torto subito. In questo modo si attiverà una “spirale discendente” di vendetta che diminuirà sempre più la sua intensità fino a spegnersi. 

Cosa accade quando si viola il terzo degli ordini dell’amore

Come abbiamo visto dagli esempi sopra, quando si viola la terza legge dell’amore una relazione finisce. Non ci sono possibilità di recuperare se non si da modo alle persone in relazione di raggiungere un equilibrio. 

E’ chiaro che non si tratta di raggiungere un equilibrio in termini di valore assoluto. Per fare un esempio se in una coppia uno dei due è molto più ricco dell’altro è evidente che il meno ricco godrà di vantaggi economici che molto difficilmente potrà compensare economicamente. Potrà, però, compensare riconoscendo questo vantaggio acquisito e dando maggiormente in altri ambiti come può.

Ognuno dà secondo le proprie possibilità.

statua della giustizia: il terzo ordine dell'amore è l'equilibrio fra il dare e il prendere
Photo by tingey-injury law firm on unsplash

Conclusioni sugli ordini dell’amore

Gli ordini dell’amore costituiscono i tre pilastri principali delle costellazioni familiari sistemiche. Queste leggi, portate alla luce dalla capacità di osservazione e dall’intuizione di Bert Hellinger, possono fornire un grandissimo aiuto nelle relazioni. Quando infatti si hanno ben chiari questi principi è possibile comprendere velocemente molti problemi e disequilibri presenti nelle famiglie. Applicando gli ordini a una visione sistemica di tutto l’albero genealogico e al sistema familiare completo, è possibile identificare eventuali trasgressioni e irretimenti che vanno a pesare sui discendenti.

Infine è interessante notare come questi tre ordini spesso si sovrappongono e agiscono contemporaneamente in modo complesso.

Prendiamo il caso di un irretimento, per esempio,  di un figlio che inconsciamente vuole prendere su di sé la malattia di un genitore. In questo caso c’è una trasgressione di tutti e tre gli ordini:

    • Secondo il primo ordine vi è una potenziale esclusione del genitore perché il figlio vuole prendere il suo posto.
    • Per il secondo ordine vi è un mancato rispetto della gerarchia perché il più piccolo vuole togliere un peso a chi è più grande, in questo si pone sopra al genitore.
    • Per il terzo ordine vi è un disequilibrio fra il dare e il prendere. Il figlio, che è il più piccolo e quindi dovrebbe prendere, vuole sacrificarsi per il genitore, vuole quindi dare la sua stessa vita per salvarlo. 

Avere bene presenti gli ordini dell’amore e applicarli quotidianamente nelle relazioni e sul lavoro facilita enormemente ad avere relazioni armoniose e durevoli.

una famiglia numerosa che scherza insieme: conoscere gli ordini dell'amore aiuta nelle relazioni familiari

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Bibliografia consigliata:

Gli ordini dell’amore

Un manuale per la riuscita delle relazioni – Bert Hellinger

Non c’è ordine senza amore

Il rapporto di coppia e le costellazioni familiari – Bertold Ulsamer

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